Advocacy
1. Costi di vigilanza troppo elevati: permane un urgente bisogno di intervento presso la FINMA
Continuiamo a criticare i costi di vigilanza eccessivamente elevati sostenuti dai gestori patrimoniali, dovuti principalmente a un sistema di vigilanza inefficiente. Numerose sovrapposizioni tra gli organismi di vigilanza (OV) e la FINMA, procedure non uniformi e alcune carenze qualitative degli OV generano costi significativi.
Ci impegniamo a mantenere alta la pressione politica su questo tema e possiamo contare sul sostegno dell’Unione svizzera delle arti e mestieri. Il 23 giugno 2026 è stato presentato un postulato (26.4048 – Valutazione della struttura e della prassi di vigilanza sui mercati finanziari) con il quale la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale chiede all’unanimità una valutazione della vigilanza sul settore non bancario, in particolare sui gestori patrimoniali. Partecipiamo attivamente alle discussioni in corso.
2. Consultazione: revisione parziale dell’Ordinanza FINMA sul riciclaggio di denaro (ORD-FINMA)
All’inizio di giugno abbiamo presentato la nostra presa di posizione nell’ambito della consultazione relativa alla revisione parziale dell’ORD-FINMA (LINK). Il nostro obiettivo non era tanto intervenire su aspetti tecnici quanto garantire un’applicazione basata sul rischio e adeguata alla realtà operativa dei gestori patrimoniali.
È opportuno evidenziare due temi principali:
Legge sugli embarghi (attuazione della LRD): Gli istituti finanziari, compresi i gestori patrimoniali, devono adottare adeguate misure organizzative. Tuttavia, il profilo di rischio di un gestore patrimoniale nell’ambito dell’applicazione delle sanzioni è chiaramente diverso da quello di una banca, poiché gli attivi dei clienti sono detenuti presso una banca depositaria e non presso il gestore patrimoniale. Di conseguenza, i requisiti organizzativi finalizzati al rispetto delle sanzioni dovrebbero essere definiti in modo pragmatico e proporzionato.
Tracciabilità della struttura proprietaria e di controllo: Con la nostra presa di posizione intendiamo garantire che il testo proposto non introduca nuovi obblighi documentali relativi alla tracciabilità della struttura proprietaria e di controllo. Anche in questo caso si tratta infatti della mera attuazione di disposizioni già previste dalla legge.
3. Lex Koller
Sebbene la revisione proposta riguardi principalmente il mercato abitativo, essa incide direttamente anche sulle attività d’investimento dei gestori patrimoniali.
L’ASG si oppone all’estensione della Lex Koller alle società immobiliari quotate in borsa e sta elaborando una presa di posizione ufficiale in merito. Una simile modifica comporterebbe una significativa limitazione del mercato secondario, poiché determinati investitori esteri non potrebbero più investire in fondi immobiliari.
Il timore che gli investitori stranieri possano influenzare, attraverso i fondi immobiliari, gli immobili detenuti dai fondi stessi o il mercato immobiliare svizzero non trova inoltre riscontro né sul piano giuridico né su quello economico. Per questo motivo, la regolamentazione prospettata non appare idonea a raggiungere gli obiettivi perseguiti.
La nostra presa di posizione (in tedesco) è disponibile sul nostro sito – link