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23.01.2019 | Bitcoin e riciclaggio

Bitcoin e riciclaggio

 

Il valore delle criptovalute crolla, gli intermediari finanziari guardano ad esse con curiosità ma anche con sospetto, si discute sull’utilizzo delle piattaforme digitali per compiere operazioni illegali, ma quel che è certo è che il numero delle ATM (automated teller machine) o meglio BTM (bitcoin teller machine), cioè macchine automatiche che le distribuiscono, si diffonde rapidamente. La prima apparve nel 2013 a Vancouver, in Canada ed ora sono migliaia in tutto il mondo, di cui oltre la metà negli Stati Uniti, ove ne viene installata una nuova ogni cinque giorni. Ricerche ed inchieste indicano come esse stiano diventando strumenti ideali di riciclaggio di denaro. In alcune parti di New York singole BTM svolgono in una notte transazioni per centinaia di migliaia di dollari e la raccolta del denaro al mattino richiede furgoni blindati e scorte armate. Forniscono il vantaggio di una maggiore rapidità nelle transazioni e meno problemi rispetto alle piattaforme online. Si possono trovare nei supermarket, in negozi particolari, casinò e locali di divertimento, stazioni di servizio, stazioni ferroviarie, e perfino nei campus universitari. In quasi tutti i Paesi, almeno in teoria, il cliente della BTM dovrebbe essere identificato, ma di fatto la transazioni avviene in forma anonima ed i Bitcoin acquistati possono essere immediatamente depositati in un “wallet”, portafoglio digitale di chi ha prelevato o di una terza persona. Le inchieste indicano come fra gli utilizzatori siano numerosi i trafficanti di droga, gli hackers ed altri criminali, disposti a pagare sulle transazioni delle commissioni che arrivano al 20%, pur di assicurarsi i benefici del riciclaggio (che sovente, nelle forme tradizionali, prevede commissioni del 30%). Ad accettare queste condizioni vessatorie sono però anche clienti regolari, speculatori, immigrati che effettuano rimesse al Paese di origine. L’operazione è semplice: ci si reca alla BTM col denaro, si indica l’ammontare di Bitcoin da acquistare, si digita un numero telefonico, magari quello temporaneo fornito da un apposito sito web, si indica il conto da accreditare, eventualmente confermando con il codice a barre sullo smartphone, si accettano le commissioni ed il gioco è fatto. Se viene richiesto un documento di identità, sovente la macchina “si accontenta” anche di uno di fantasia e palesemente falso. Le autorità USA stimano che almeno 500 milioni di dollari all’anno siano riciclati nel Paese ed il fenomeno sta interessando anche l’Europol e la polizia britannica.

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